Il viaggio fatto in Oman è stato uno di quei viaggi inaspettati.

Ero rimasta affascinata dalle immagini viste in una rivista,

Non mi ero  documentata come piace fare a me, ma è arrivato un invito da parte di un tour  operator

un invito ad un viaggio per scoprire il paese.

All’improvviso, un’opportunità  da non perdere.

Un areo che stava decollando e che ho preso al volo.

L’Oman è un paese dall’animo antico, ricco di contraddizioni ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Un paese dove il bianco delle vesti dei suoi abitanti si fonde con il caldo colore della terra e il profumo del Frankincesnso.

Muscat,affascina con la grande moschea, limpida e magnifica all’orizzonte con i suoi Minareti quasi a sfiorare il cielo.

Si cammina scalzi su quei pavimenti lucenti e in silenzio si entra coperti, la sensazione è di sbirciare in una cultura lontanissima dalla nostra.

Cercando di capire, senza giudicare.

La capitale è agli occhi una città senza un vero centro ma fatta di tante parti tutte da scoprire come la zona del lungomare Muttrah Corniche dove si passeggia e dove si trova il Souk.

Qui ci si immerge in una parte della vita locale tra passato e presente. Venditori di stoffe e spezie abiti tipici e rarità.

La sera visitate Il Teatro dell’Opera Reale, le luci riflesse nei lucenti marmi creano un effetto davvero spettacolare,

che è impossibile non amare.

La vera scoperta dell’Oman, per me è arrivata dopo

Visitando villaggi e oasi fra le montagne, dove il colore della terra arida si scontra all’improvviso con il verde dei palmeti.

Ci si tuffa nei Wadi ricchi di acque chiare e meravigliose che sono vita e freschezza in mezzo alle rocce calde e secche.

Quello dei mercati del bestiame dove ancora oggi ci sono le aste per accaparrarsi l’animale prediletto.

Antichi palazzi dove atmosfere fantastiche raccontano storie da mille e una notte e poi… il Deserto.

E’ un emozione indescrivibile quella di guardare il sole tramontare fra le dune con in mano un caffè al cardamomo e un dattero dolce e delizioso mentre si saluta il giorno che se ne và.

Il Deserto infonde una pace assoluta, sarà il silenzio sarà la luce naturale delle stelle ma questo è un posto che non dimenticherò mai…

Come le montagne Jabel  Akhdar.

Un susseguirsi di Rocce ocra, grige, striate iniziano a moltiplicarsi a perdita d’occhio chilometro dopo chilometro mentre saliamo verso i 2000mt.

Un canyon incantevole e fantastico si apre davanti ai nostri occhi.

Qui è stata un esperienza indimenticabile soggiornare in un Resort a picco nel vuoto, dove la piscina a sfioro si perdeva nell’infinito della Montagna e del cielo.

Una notte da Sultano in un luogo da sogno.

Il giorno seguente immergersi nella bocca del serpente è stato davvero emozionante…la discesa a valle con le nostre 4×4 in strade sterrate per arrivare poi a pranzo in un luogo surreale in mezzo al nulla.

Un pasto povero ma ricco di tradizione e poi

Un tappeto e dei cuscini dove rilassarsi insieme agli amici incontrati in questa esperienza.

Ricorderò questo viaggio per la bellezza dei paesaggi, per la scoperta di una cultura diversa e tradizioni antiche.

Per il caldo a volte insopportabile, le risate e le amicizie trovate in quest’avventura.

Perchè amici miei il viaggio non è solo scoperta di luoghi, meraviglia, cultura, gioia.

Il viaggio è anche trovarsi.

 

Scritto da Claudia Zonga

Travel Designer Agenzia Viaggi Metauro